IL MURO
ORARI DI APERTURA
Ingresso libero
La mostra sarà chiusa al pubblico nei seguenti giorni:
sabato 25 aprile, venerdì 1° maggio
Un muro. Un muro significa molte cose, non necessariamente divisione e chiusura. Il muro è una superficie su cui si stratificano memorie, le tracce del tempo che scorre, il segno della storia. I muri racchiudono spazi intimi e proteggono. I muri possono essere valicati, anche abbattuti, se necessario. Il muro può essere coperto di colore, spazio perfetto per esprimere in libertà il proprio pensiero. Arte e muri dialogano costantemente… e questa nuova mostra lo dimostrerà con opere dal carattere e dai linguaggi differenti.
Quando si dice muro oggi si pensa innanzi tutto alla Street art, al segno dei writers sui muri urbani, al grafito metropolitano. Senza dubbio la Street art è uno dei linguaggi che meglio raccontano l’età contemporanea ed é è una forma d’arte libera e radicale, interessantissima fin dalle sue origini.
Ma la sfida per questa mostra è stata proprio quella di uscire dall’equazione muro-street art, cercando opere che proponessero riflessioni interessanti sul tema, fuori dalla consuetudine dell’arte di strada.
Si racconta, del resto, che la pittura sia nata proprio su un muro, il giorno in cui la fanciulla di Corinto, figlia di un vasaio, tracciò la sagoma del suo amato sulla parete della propria stanza, per averlo con sé anche quando se ne fosse andato. Fuori dal mito, come non pensare (per citare solo due esempi immediati) ai segni lasciati dall’uomo nelle caverne preistoriche, o ai disegni parietali delle tombe delle antiche civiltà o ai simboli tracciati dai primi cristiani nelle catacombe?
La relazione tra la pittura e il muro ha, dunque, radici profonde, che si perdono nella notte dei tempi. Ora per ragioni rituali, ora con intenzioni ribelli, ora per esigenza di comunicazione, ora per urgenza creativa: l’arte ha spesso invaso i muri, intessendo con essi un dialogo continuo e complesso. Riavvolgendone il filo, ripercorriamo la storia dell’umanità. Dagli affreschi medievali agli stencil di Banksy, dalle incisioni rupestri ai muri di materia degli artisti dell’Informale, dai segni sui muri dei prigionieri e dei reclusi (in un carcere, in un campo di prigionia o in un manicomio fa poca differenza…) ai disegni dei bambini: i muri sono fogli che raccontano, superfici sulle quali si stratificano storie, esistenze, sguardi.
Questa mostra coinvolge 25 artisti che in comune hanno solo l’essersi misurati nelle loro ricerche con il concetto di muro. Ciascuno ha interpretato il tema in modo personale, vedendo nel muro aspetti differenti, in linea con la loro poetica e con le specifiche della propria produzione artistica.
Sono artisti tra loro diversissimi, per età, per formazione, per carattere e per linguaggio: dalla giovanissima Jasmin Prezioso (già nota al pubblico del Binario 7 per aver preso parte alle Residenze del 2025) a maestri già ampiamente storicizzati, come Paolo Schiavocampo (1924-2022), Giancarlo Bulli (1995-2020), Bruno Freddi (1937) e Giorgio Celiberti (1929).
Le artiste e gli artisti in mostra
Afran, Mario Bachiocchi, Sergio Battarola, Enrico Bernasconi, Piera Biffi, Maurizio Bonfanti, Walmer Bordon, Giancarlo Bulli, Giorgio Celiberti, Giovanni Cerri, Francesca Della Toffola, Paolo Facchinetti, Armando Fettolini, Fiuto, Bruno Freddi, Enrico Giudicianni, Emanuele Gregolin, Alessio Larocchi, Davide Maggioni, Lorenzo Pacini, Giangi Pezzotti, Jasmin Prezioso, Paolo Schiavocampo, Matteo Suffritti, Giovanna Torresin.