dal 18 marzo al 12 aprile 2026
restituzione finale: venerdì 10 aprile, ore 19.00
INGRESSO LIBERO
ORARI
Martedì: 10:30 – 15:00
Mercoledì: 16:30 – 20:00
Venerdì: 16:30 – 20:00
Il progetto: L'UNICO COMPLEANNO CHE POTEVI FESTEGGIARE NON HA UN NOME
L’immaginario che guida la mia ricerca è caratterizzato da una qualità infantile, in cui tenerezza e dolore coesistono, e l’atto dell’immaginare diventa uno strumento di ricostruzione. La mia pratica assume la forma di un’indagine emotiva che interroga ciò che resta dopo una perdita. Il lutto è una ferita che porto con me da sempre: a due anni ho perso mio fratello, che aveva respirato nel mondo per soli 5 giorni, e da allora la mia memoria si costruisce su frammenti incerti, tra vissuto e narrazione familiare.
Questo trauma fondante ha orientato la mia ricerca verso il lutto come esperienza non solo individuale, ma anche collettiva, infatti per me fare arte significa interrogarmi, e interrogarsi
insieme, sulla responsabilità emotiva e sulla riparazione attraverso la pratica artistica. Il mio lavoro si muove su questo crinale, tra delicatezza materica e necessità critica, concentrandosi
sul dolore tramandato come spazio da abitare, interrogare e trasformare.
Ho immaginato uno spazio che evochi una festa che non c’è potuta essere e che risulta apparentemente finita. Si tratta di un ambiente popolato da giocattoli dimenticati, festoni abbandonati, regali mai scartati, con il tentativo di fare emergere un’assenza attraverso opere tattili che richiamano la fragilità e la memoria corporea, attivabili anche attraverso la prossimità o il gesto.
L’idea è che lo spazio della festa possa essere attraversato, animato, abitato in modo effimero, lasciando tracce o risvegliando memorie. Il progetto fa riferimento alla psicoterapia PBSP, che lavora sulla rielaborazione delle esperienze emotive attraverso il corpo e lo spazio. L’installazione diventa così un dispositivo per riposizionare i ricordi creando nuove possibilità affettive, e l’immergersi in solitudine in alcuni spazi bui, invita a spostare lo sguardo dalla superficie all’intimo. Per questo motivo, ci sarà anche un’installazione in cui sarà presente uno spazio oscurato, all’interno del quale entrare in solitudine con un foglietto su cui lasciare una sensazione. Un momento di introspezione, dove fermarsi e registrare il proprio sentire.
Le sue sculture morbide, fortemente attraenti per la loro estetica e la loro qualità tattile, abiteranno l’ampia aula della “vasca” e che saranno esplorabili anche attraverso la dimensione performativa, con attivazione che coinvolgono il corpo.
- Simona Bartolena, curatrice del progetto Binario Arte
L'artista: ROSSANA LA VERDE
Rossana La Verde (Caltanissetta, 1997) si è laureata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sotto la guida della professoressa Letizia (Letia) Cariello. Spinta dall’interesse nei confronti di un dialogo tra arte e moda, ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Arti Visive e Moda presso l’Università Iuav di Venezia, con la supervisione della professoressa Angela Giovanna Vettese. Nel 2022 ha vinto il Premio ARTbite, e dopo una serie di mostre collettive la più recente si è tenuta a Saluzzo (CN) in collaborazione con Paratissima. Negli ultimi anni ha inoltre intrapreso una pratica performativa, di recente presentata presso Traffic Gallery a Bergamo. La sua carriera si è estesa anche nel campo della moda, infatti, nel 2024 ha collaborato con la Rai come costumista per una puntata di Viva Rai2!, inoltre, ha realizzato i costume di scena per alcune performance di Lucia Di Pietro, presentati presso Officine Caos, Centrale Fies e Fabbrica del Vapore.